LA CONSULENZA EDUCATIVA. Strumenti di pedagogia a sostegno dell’orientamento

Pubblicato il da Nuccio Salis

A seguito della crescente complessità che fa capo a tutti i fattori che costituiscono il contemporaneo assetto culturale dei nostri luoghi del vivere sociale, si espande il bisogno e la richiesta di fronteggiare con competenza ed efficacia la multidimensionalità che caratterizza le dinamiche legate ai contesti della quotidianità.

Diventa infatti sempre più complicato, soprattutto per coloro che attraversano importanti fasi di svincolo o passaggi esistenziali connotati dall’elemento della scelta, districarsi abilmente fra i possibili percorsi di formazione, agendo a proprio vantaggio ovvero sfruttando la complessità come opportunità, evitando una confusa e inconcludente frammentazione.

 

La capacità di trasformare i rischi e gli ostacoli in importanti elementi di crescita e di sviluppo personale, si configura come una strategia ed una finalità piuttosto raffinata, prerogativa di chi si propone con autentico impegno verso l’assunzione di comportamenti proattivi e diretti a salvaguardare una serie di scopi legati al saper realizzare obiettivi costruttivi, a promuovere atteggiamenti idonei a saper gestire la complessità, a chiarire a se stesso, dentro un processo di sviluppo continuo e permanente, il senso e la direzione di un percorso da cui ricavare importanti coordinate esistenziali che includano il miglioramento di sé in termini di autoefficacia e quindi anche il raggiungimento pragmatico dei propri obiettivi.

 

Tutto ciò prospetta un orizzonte di significati sempre più associato alla molteplicità, e quindi alla necessità di allargare la propria visione di mondo e reperire chiavi di lettura sempre più aperte, flessibili e sofisticate. Considerata e constatata la poliedricità della tematica in oggetto, i bisogni formativi in ordine a questa condizione sembrano richiedere una necessaria presa in carico di tipo professionale.

 

Ovvero, la domanda di orientamento dovrà essere colta, recepita ed interpretata dentro un contesto in cui ciascuno potrà essere facilitato nel compito di reperire obiettivi e risorse per l’autopotenziamento, nell’ottica del miglioramento di sé, della chiarezza e della definizione di ruoli e identità da valorizzare parimenti alla propria autonomia.

 

Si fa largo, in pratica, l’esigenza di provvedere a una buona prassi dell’orientamento, specie in quei nodi di transizione che descrivono passi decisivi quali per esempio un cambio di livello nel percorso scolastico, un avanzamento di carriera, uno scatto che implichi un cambiamento di ruolo nel proprio profilo di studente, lavoratore, cittadino.

 

Per questo ordine di ragioni, anche la pedagogia, da tempo, ha assunto ad oggetto di studio tale fenomeno, identificando princìpi e metodologie professionali in grado di rispondere il più adeguatamente possibile a questo genere di problemi. Da questo nuovo sguardo epistemologico si è sviluppata la consulenza educativa, come valido strumento di analisi problemica e di problem-solving in grado di espandere nel soggetto che ne fruisce, un gradiente di consapevolezza che lo indirizzi verso l’autodeterminazione e l’assolvimento in autonomia e libertà dei propri obiettivi e bisogni prescelti.

 

Ciò aumenta anche la domanda di ricerca e di sperimentazione nell’ambito pedagogico-scientifico, investendo ciascun operatore dell’ambito a diventare uno specialista in grado di approfondire ed arricchire tali temi, certamente meritevoli di contributi sotto gli aspetti pratico e teorico.

 

Come si può condurre un sano approccio all’orientamento? Come potrebbe essere articolata una possibile struttura sequenziale step by step?

 

Sulla base di certa letteratura presente sulla questione, ho provato a tracciare una sorta di procedura guida elementare, nel tentativo di rispondere ad esigenze di ordine pratico ed operativo, sostanziate naturalmente da solide fondamenta valoriali che ne legittimano l’intervento.

 

.1) Stato generale delle competenze (interessi e attitudini)

Per essere aiutato a definire un proprio percorso motivato anzitutto sotto l’aspetto intrinseco, ciascun destinatario della pratica orientativa potrà essere sollecitato ad un’opera di lettura interiore (intus legere) sotto l’aspetto dei propri interessi, attività o propensioni innate.

Ciascun percorso, anzitutto, dovrebbe avere come bussola di navigazione una buona mappa di interessi, motivazioni e attitudini che riescano a delineare la direzione possibile del soggetto in carico.

La lettura di sé è il primo labirinto (labor interior) da attraversare per compiere successivi passi più sicuri verso direzioni più certe e strutturate, seppur conservando la consapevolezza del limite, dell’imprevisto e del possibile margine di insuccesso e di rilettura della propria piattaforma di significati.

Attraverso tale focus, l’individuo apprende l’importanza di esplorarsi, di far luce dentro sé, di dichiararsi in termini che forse nemmeno aveva previsto: ovvero secondo griglie di autoefficacia, di capacità, di possibilità di riuscita negli scopi, di positiva e incoraggiante avventura delle sfide preposte.

 

.2) Esplorazione motivazionale

IL soggetto esplora se stesso alla luce delle proprie motivazioni, associando tale struttura ai significati che lo caratterizzano e lo definiscono dentro una cornice personologica e identitaria. Parlare di ciò che piace fare e di come si impiega costruttivamente il proprio tempo, ha il vantaggio di imparare a conoscersi, valorizzarsi, recuperare da sé le modalità di auto-potenziamento (self empowerment), acquisendo un’immagine di sé positiva, concependo se stessi come soggetti su cui è possibile investire per la propria progettualità futura.

 

.3) Analisi valoriale e dei bisogni profondi

Le scelte si assumono anche in virtù delle proprie idee, credenze e valori. Mobilitando il soggetto a far emergere una piattaforma etica su cui giustificare e consolidare il proprio itinerario formativo, dando voce e nome al proprio vissuto emozionale, si indica allo stesso una modalità sicura e vincente per muoversi aderendo a un piano di autenticità.

 

.4) Lettura multifattoriale del comportamento decisionale

Decisivo risulta, in un processo che connette l’assunzione decisionale con la promozione della coscienza di sé, la capacità di agire il proprio comportamento sottoponendolo ad una attenta ed accurata disamina che lo riveli in tutta la sua complessità, favorendone anche eventuali alternative, soprattutto di fronte a strutture di comportamento che si sono rivelate inefficaci, se non addirittura pienamente disfunzionali, quali ad esempio quelle legate alla marginalità o all’attrazione verso il rischio.

 

.5) Crescita continua e formazione permanente

Il principio guida di tutta la faccenda soggetta ad analisi, consiste nella facoltà di prendere atto che l’assunzione di una scelta altro non è che un mero tassello di un percorso esistenziale che si estende per tutto l’arco della vita. L’approccio lifelong span insegna ad inquadrare i punti salienti del nostro percorso di vita, spesso rappresentato da bivi, domande e incertezze che fanno da spartiacque per ciò che resta comunque un unico progetto esistenziale, che attende di essere organizzato e di ricevere cure ed attenzioni riservate.

Proposto sotto questa forma, l’orientamento aiuta la persona ad assumersi la responsabilità di se stesso all’interno di una visione olistica, in cui assolve al suo contributo dentro spazi sociali attivi di negoziazione e ricostruzione di significati.

 

.6) Auto-orientamento e conoscenza di sé

Obiettivo privilegiato resta la conquista dell’autonomia da parte del soggetto, come processo consapevole di maturazione e scoperta delle proprie abilità e punti di forza. Sostenuto da tali premesse, l’individuo può procedere coscientemente, sviluppando capacità di discernimento e uso a buon profitto del proprio libero arbitrio.

Resta da tenere presente che la padronanza di sé si riferisce ad un contesto in cui la persona risulta interconnessa con ogni dimensione dell’alterità, sia nella micro-relazione che dentro una prospettiva allargata di comunicazione sociale.

In tal senso, infatti, l’orientamento diviene una vera e propria esperienza di crescita umana totale, in cui si ridefinisce se stessi in contatto con la dimensione comunitaria, che regola ed influenza il proprio espandersi individuale, offrendo potere e al tempo stesso fissandone anche i limiti, di modo che l’affermazione di sé non coincida con il dominio assoluto e prevaricatore sull’altro, ma sia invece preziosa occasione di partecipazione e co-costruzione di un tessuto sociale aggregante e rispettoso sia di universali istanze collettive che dei legittimi bisogni del singolo.

 

Va da sé che l’orientamento non può scindersi da una prospettiva etica del suo agire operativo e professionale.

 

Ciò genera una importante linea di demarcazione fra la consulenza in campo socio-educativo ed altre tipologie di intervento, per esempio in campo strettamente clinico, giuridico, lavorativo, in cui gli obiettivi sono prevalentemente se non esclusivamente centrati sul risultato, senza che vi sia da parte del soggetto appellante un coinvolgimento partecipe e motivato, volto al miglioramento di sé nella complessa cornice di un profilo personologico che punta a rafforzare e consolidare le sue attitudini e l’intraprendenza nel manifestarle, col fine di vivificare un’esperienza di reale crescita e conoscenza di sé.

 

La consulenza pedagogica finalizzata all’orientamento, delinea una propria strategia di azione muovendosi nel tentativo di non limitarsi al trasmettere sapere e informazioni, ma punta a formare l’iniziativa e la certezza del ‘saper fare’ congiunta alla irrinunciabile dimensione del ‘saper essere’; condizione che può rassicurare a ciascuno la capacità di fronteggiare quelle circostanze della vita che ci pongono di fronte a nuovi interrogativi ai quali si può cominciare a guardare come potenziali risorse a favore di un cammino di vita consapevole e responsabile.

 

Breve bibliografia di riferimento:

_ Petrini E. (a cura di), Lineamenti di scienze dell’educazione, Firenze, Le Monnier, 1972.

_ Regoliosi L. / Scaratti G., Il consulente del lavoro socioeducativo, Roma, Carocci, 2002.

_ Simeone D., La consulenza educativa, Milano,  Vita e Pensiero, 2011.

 

 

dott. Nuccio Salis

 

(Pedagogista clinico, Counselor socio-educativo, Educatore professionale adh, Formatore analitico-transazionale)

 

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